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LA VECCHIAIA E LA MORTE La società europea, negli anni '90, è sconvolta dagli eventi epocali della Rivoluzione francese. Ma la Agnesi, ancora una volta, sembra estranea alla scena storica del suo tempo. La sua vocazione religiosa si esprime, negli ultimi anni, anche attraverso esperienze e scritti di carattere mistico, come si scoprirà, dopo la sua morte, dalla lettura di alcuni manoscritti, conservati all'interno della scrivania del suo modesto appartamento al Pio Albergo Trivulzio. Fu il canonico A.F. Frisi a venirne in possesso ed a procedere ad una prima lettura analitica. Questi manoscritti sono passati attraverso varie mani di lettori e studiosi, ma attendono ancora una edizione critica. La Agnesi, ormai più che ottuagenaria, afflitta da molto tempo dai malanni dell'età, dopo una breve malattia durata poche settimane, muore il 9 gennaio 1799 nel suo appartamento al Pio Albergo Trivulzio, assistita dai parenti sopravvissuti, in piena sintonia con le convinzioni religiose da lei così intensamente professate. Viene sepolta, per sua esplicita volontà, in una fossa comune insieme ad altre quindici donne di infima condizione nel cimitero fuori Porta Romana, volendo così essere eguale anche nella morte a quei diseredati che aveva servito in vita. I familiari fecero incidere una lapide con le semplici parole: «Maria Caietana Agnesi Pietate, Doctrina, Beneficentia Insignis». Nel Famedio del Cimitero Monumentale è stata posta, in seguito, una scultura con il suo ritratto. |